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Cinque anni di Bollenti Spiriti

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Secondo la Poli Bortone, son soldi sprecati e spiriti evaporati. Palese parla di illusioni e incarta una figuraccia dopo l'altra. Giusto ieri ha cercato di seminare il panico tra migliaia di ragazzi impegnati a presentare progetti aggrappandosi a presunte irregolarità tecniche nel bando (ma il bando è identico a quello che da due anni sta finanziando 1.500 giovani imprenditori e i soldi sono sempre stati erogati regolarmente).

Infine De Bartolomeo - già presidente di Confindustria - si augura soddisfatto che oltre 400 giovani imprese nate con Principi Attivi chiudano i battenti. Ai Bollenti Spiriti lui preferisce “gli adulti realizzati”. In tutto questo, mistificazioni a parte, di proposte alternative neanche l'ombra. Solo una gran voglia di tornare indietro.

Nell'Italia, paese più gerontocratico d'Europa, il più ostile alle giovani generazioni, secondo la destra Bollenti Spiriti va cancellato. Non migliorato o emendato, perché  c'è ancora molto da fare.
Nessuna competizione positiva tra proposte politiche. Nessuna gara al rialzo. Semplicemente cancellato.
Niente più soldi per i master ai figli delle famiglie meno abbienti. Niente più fiducia alle giovani idee. Niente più riqualificazione degli immobili abbandonati. Niente più finanziamenti per il riuso dei beni confiscati alla mafia. Come dire: i giovani sono un problema. Vanno "sistemati".

Poco importa se, proprio ieri, il Ministro della Gioventù, commentando i dati sulla disoccupazione giovanile, dichiarava che l'unica via d'uscita è la promozione della cultura imprenditoriale.
Poco importa se la Puglia è passata da zero Euro a oltre 200 milioni di Euro di investimento sulle politiche giovanili, diventando il punto di riferimento per tutte le regioni italiane, venendo premiata dall'Unione europea e raccogliendo apprezzamenti bipartisan.
Poco importa se, oggi, la formula di Principi Attivi viene emulata perfino da grandi gruppi industriali (Nokia, Telecom, Google, Unicredit) e da fondazioni come Italia Futura, presieduta la Montezemolo (vedasi il premio "Accade domani").
Poco importa se, grazie a Bollenti Spiriti, le imprese pugliesi possano contare su uno straordinario capitale umano ad alta specializzazione: la risorsa chiave per uscire dalla crisi.
Poco importa se le iniziative di Bollenti Spiriti hanno visto l'entusiastica adesione di amministrazioni di ogni colore. Basta vedere la mappa dei 169 Laboratori Urbani sparsi in tutta la Puglia o frequentare gli eventi di presentazione dei Principi Attivi che sviluppano progetti su rifiuti, energia, ambiente, beni culturali insieme a sindaci e assessori di centro destra.
Poco importa se centinaia di progetti giovanili oggi vengono realizzati in partnership con università, centri di ricerca, imprese italiane e straniere, girano per le fiere di tutto il mondo, vincono premi per l'innovazione, sono testimoni viventi di una Puglia diversa.

E mentre tutte le economie emergenti puntano su giovani, ricerca e innovazione, da noi in Puglia c'è  chi predica l'esatto contrario.
Bisogna infangare tutto. Demolire la fiducia. Tornare indietro.
A qualcuno importa poco dei giovani pugliesi.
Anzi, ne ha paura”. 

Guglielmo Minervini*

Intervento pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 4 marzo 2010

Ci siamo. Mancano trenta giorni alle prossime elezioni regionali.Abbiamo un mese per dimostrare che si può vincere una campagna elettorale non con i soldi ma in altro modo. Con idee, creatività, passione. Con cittadini che attivano speranze e fiducia.
Liberando la parola, sprigionando energie.

Seguiremo sempre il nostro stile, parleremo di temi e di problemi.
Abbiamo già cominciato a farlo in molte città e incontri.
Abbiamo parlato di scuola, di ambiente, di politiche giovanili.
Il centro destra, in Puglia come a Roma, sta dimostrando in modo esplicito la sua allergia al futuro. Sta schiacciando la società sul presente, rendendola prigioniera delle paure.
Occorre allora essere in tanti il 28 marzo per sostenere la diversa idea di sviluppo che con il governo Vendola abbiamo costruito. Il cambiamento è avvenuto qui e non altrove.

Non possiamo fermarci. Ma rilanciare.
Proviamo allora a incrociare gli sguardi tutti insieme.
Apriamo ufficialmente il cantiere delle idee domenica alle 10.30 al cinema Odeon di Molfetta.
Racconteremo “Perché la Puglia è Migliore” insieme con i protagonisti di questi cinque anni di cambiamento e con Paolo Gentiloni.

Domenica mi piacerebbe incontrarvi tutti.
Allora ci sarete?

Vi aspetto

Guglielmo Minervini

Ben ritrovati. In questi ultimi giorni abbiamo lavorato al nuovo sito internet con l’idea di innovare e di preparare una nuova sfida.

Nella mia singolare esperienza politica e amministrativa, ho sempre avvertito il fondamentale bisogno di comunicare direttamente con le persone. Ho sempre pensato, infatti, che solo nella buona relazione nasce una politica in grado ancora di interessare, appassionare, di spegnere i riflettori e accendere le lampadine della curiosità e della creatività.

Le politiche partecipate del mio assessorato sono state l’occasione per spostare i cittadini al centro delle politiche pubbliche. L’abbiamo fatto con i giovani, con la riforma della pubblica amministrazione, con le leggi sulla trasparenza e lo sport, con la tutela del paesaggio costiero.

Oggi attraverso il sito mi ritrovo a condividere con voi i risultati raggiunti in questi cinque anni e i percorsi che li hanno generati. Curiosate, commentate, scrivetemi. Perché come l’esplosione dei social network insegna, anche attraverso la rete è possibile mantenere vivo il dialogo, mettere in circolo le storie e immaginare nuovi percorsi di cambiamento.

Sarà necessario il contributo di tutti voi. Questo è solo l’inizio. Che ne dite, ci proviamo insieme?

Guglielmo Minervini

l'editoriale

IL POPOLO SOVRANO

di Alfredo Violante


Da qualche tempo c’è un nuovo-vecchio soggetto sulla scena politica italiana. Per la precisione, è presente ad intermittenza, come le luci dell’albero di Natale. E proprio come le lucine natalizie, a festa finita non viene buttato via, ma viene conservato in cantina, pronto per un nuovo utilizzo.
E’ il POPOLOSOVRANO “sdoganato” con successo dal centro destra che, del resto, può vantare nobili ascendenze in materia: infatti si chiamava proprio “Il Popolo d’Italia” il quotidiano del Partito Nazionale Fascista del Cav. Benito Mussolini.
Bene, la riemersione del POPOLOSOVRANO (d’ora in avanti PS) ha inizio con la scelta del nome del nuovo partito del Presidente del Consiglio avvenuta, come si ricorderà, al termine di una fantomatica consultazione popolare (appunto).
Prosegue attraverso la ripetuta evocazione da parte del suddetto Cav. B., che prova a schierare il PS a sua difesa contro quella che lui definisce “persecuzione giudiziaria”. Con qualche acrobazia logica, ha sostenuto (e fatto sostenere) -per ora inutilmente- che se una persona è eletta dal PS ad una qualsiasi carica istituzionale, per ciò stesso è ingiudicabile, qualunque nefandezza gli sia contestata, dal furto di galline alla strage.
E la riemersione si conclude, almeno per il momento, con la etichettatura del PS quale “soggetto tradito dai magistrati cattivi” che lo vogliono privare del diritto di votare le amate liste del centro destra, anziché sorvolare benignamente sugli incredibili pasticci ed imbrogli che il PdL ha compiuto in occasione della presentazione delle liste per le elezioni regionali.
La verità è che il richiamo al popolo, nella logica del centro destra, è una sorta di evocazione mistica, usata come subdola garanzia di liceità dei comportamenti, da agitare contro l’avversario politico per provare a indebolirne la legittimazione.
Perché in realtà quando si tratta di riconoscergli dei diritti, finita la festa, il PS va in cantina.
E’ quello che accade con la legge elettorale per i membri del Parlamento. Quella “porcata” (definizione del suo autore, Ministro Calderoli) che sottrae agli elettori ogni possibilità di scelta degli “eletti”, tanto che questi in realtà sono nominati dalle segreterie dei partiti e non, appunto, eletti dagli “elettori”.
E accade con la soppressione dei talk show sulle reti RAI in occasione delle elezioni regionali, perché il PS non deve avere informazioni ricche, diversificate, alternative sulle quali orientarsi, ma scegliere “liberamente” liste e candidati, dopo aver ascoltato per un mese gli editoriali di Minzolini sul TG1.
E accade anche con i recentissimi tagli ai finanziamenti all’editoria locale, più difficilmente controllabile da parte di chi detiene il potere rispetto a quella nazionale
A questa indecorosa finzione abbiamo opposto ed opponiamo l’ascolto dei cittadini, il rigoroso rispetto ed anzi l’ampliamento dei loro diritti di partecipazione.
E’ con questo spirito e con questa modalità che nello scorso quinquennio l’Assessorato diretto da Guglielmo Minervini ha gestito le più importanti questioni, assegnando persino un nome a questo modello decisionale: “Cittadinanza Attiva”.
Con la partecipazione vivace e costruttiva della Cittadinanza Attiva convocata ed ascoltata in decine e decine di incontri è stata elaborata la legge che favorisce lo Sport per Tutti, quella sulla Disciplina della Tutela delle Coste, il programma “Bollenti Spiriti”, la progettazione del Piano Paesaggistico, e tanto altro ancora. Ed è stata addirittura costituita la “Scuola di partecipazione CAST” per favorire la diffusione della cultura della cittadinanza attiva e la partecipazione alla definizione delle politiche pubbliche.
Noi, ai vuoti simulacri del centro destra, opponiamo i fatti.
Noi il 28 29 marzo voteremo VENDOLA Presidente e esprimeremo la nostra preferenza per GUGLIELMO MINERVINI. .


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